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Probabilmente è la volta buona che ricomincio a scrivere qualche post. Ho capito già da tempo che se non c’è un destinatario non ci sono neanche tante cose da dire. Adesso è il momento di un po’ di riflessione, meno tempo per parlare e però tanto bisogno di farlo. Si torna alle vecchie abitudini, non carta e penna e buste e francobolli, ma sempre nero su bianco. Chissà.

Presto. Pronto.

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“It can’t be that bad. Surely it can’t be that bad. There must be a way, only we can’t see it yet. A way of making a space for ourselves where we can make the best of ourselves – we just can’t quite see it yet. But things move on and by the time you’ve plotted your position the world around you has changed your running – panting- to catch up. How can you think clearly when you’re running? That is the beauty of the past; there it lies on the table: journals, pictures, a candle-glass, a few book of history.
You leave it and come back to it and it waits for you – unchanged. You can turn back the pages, look again at the beginning. You can leaf forward and know the end. And you tell the story that they, the people who lived it, could only tell in part.”

Ahdaf Soueif, “The Map of Love”.

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Quante cose potrei scrivere… E lo farò, in qualche modo!
Come ogni anno settembre è il mese del nuovo inizio, dei buoni propositi, della fine dell’estate e di quella sottile malinconia che portano le foglie, la pioggia e quel po’ di fresco.
E, mai come quest’anno, mi sento decisamente pronta a ricominciare la corsa alle lezioni e agli esami e alla mia vita tutta sorridente!
Da un paio di mesi penso doppio e mi piace un sacco! Sempre ottimista, niente illusioni, ma tantissima voglia di stare bene con quello che ho. Ho tutto, davvero tutto.
Perfino a casa c’è aria di nuovo con i miei coinquilini che sono quattro dei miei fratelli. Si sta bene, si sta proprio bene.
A pensarci, una cosa mi manca: partire! La voglia di viaggiare c’è [e a fare le valigie ci metto un attimo ;)]

Molto forte, incredibilmente vicino

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Potrei semplicemente fare una lista di parole facili da comprendere e straordinariamente significative senza però riuscire ad esprimere esattamente tutto quello che questi mesi normali ma decisamente nuovi sono riusciti a farmi provare e a regalarmi in un modo del tutto inaspettato.
Allora lascio fare alla musica e alle sue parole, più efficaci delle mie.