Archivio mensile:marzo 2009

Fou de love

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malìa

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Questo  è un post difficile. Se non lo capisci è normale, se lo capisci hai frainteso tutto. Se ti metti a ridere dopo averlo letto prendo appuntamento da uno psicologo. Se ti sembra un post serio ne possiamo discutere insieme. Se pensi che io abbia qualche problema forse hai ragione, ma se pensi che io non abbia nessun problema allora forse ne hai qualcuno tu. Magari ti passo il numero dello psicologo. Buona lettura.

In altri tempi non ci sarei riuscita. Ma si parla di almeno cinque o sei anni fa e per una che ha vent’anni è come dire il secolo scorso. Ho capito una cosa, chissà quando poi. Mi sono sempre piaciute le parole, sono davvero la mia passione. Studio lingue, ma in realtà mi piacerebbe conoscere tutte le parole del mondo. Come si dice finestra in cinese?
La mia passione per le parole non è mai iniziata. C’è. Non sempre è possibile fissare una data. Chi si ricorda quando ha visto il sole per la prima volta? O quando hai scoperto che la terra è rotonda? Lo è e basta, un giorno lo sai e non ci pensi più. Anche il sole è sempre stato lì, che tu lo abbia visto o meno (d’altronde non penso che lui se ne curi).
E’ facile dedicarsi alla forma delle cose. Di solito quando uno è nervoso per l’attesa si tiene impegnato. Comincia a rassettare la casa, si rifà il letto, si toglie di torno tutto quello che normalmente deve stare intorno. E se non c’è proprio nulla da fare ci sono sempre i capelli, o i laccetti della felpa, o un anello che vorrebbe essere lasciato in pace, o quel ciondolo che prima o poi entrerà in sciopero o ti denuncia per maltrattamenti. Un po’ come qundo la professoressa vuole interrogare e tu tieni la testa bassa ed eviti il suo sguardo per non farti chiamare. Sono tanti modi di esorcizzare l’ansia o quello che è. Tanti modi per non pensare.
Per non pensare?! Ma se l’uomo non pensa che fa?
Perchè l’uomo una cosa ha che gli animali non possono avere ed è il linguaggio umano. Certo, potessi certe volte anche io metterei il cervello sul comodino prima di andare a dormire ma mi pare evidente che la cosa non sia davvero possibile. Sono certa che qualcuno inventerà pure il cervello ricaricabile. Magari nel prossimo millennio, risparmiateci per ora.
Così ci si dedica a tutto il resto, che può essere anche un modo per tenersi in ordine, per preparare tutto, ma è anche una scusa bella e buona per non guardare dritto in faccia la situazione.
Per me è stato così con le parole. Mi è sempre piaciuta la complicità nei discorsi. Chi sa usare le parole è sempre stato degno della mia massima attenzione.
Ma ieri ho detto no. Dritto in faccia la realtà. Al resto ci penso dopo.

bug

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Un bel buco nella parete della stanza che dà nell’appartamento accanto è un ottimo modo per iniziare la settimana.
(ma poi
la sfiga, poverini, hanno beccato l’unica parete dipinta di tutta la casa, esattamente di questo colore)

au revoir