Archivio mensile:febbraio 2009

door to door

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Ci sono porte che se giri la maniglia non succede niente. A volte sono chiuse e non puoi entrare. Ma a volte devi solo spingere e può essere che cigolano un po’ ma poi si aprono.
Ci sono porte belle o brutte, vecchie, grandi, di stile, più o meno colorate, con maniglie rifinite, chiuse a chiave, scorevoli, automatiche, di emergenza o d’ingresso, blindate, ma l’importante è quello che c’è dietro. Se solo la apri. Spingi, se resiste ci hai provato, ma se riesci a passarla magari ti appare il mondo delle meraviglie.

taste

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Per scrivere questo post ho bisogno di un buon sottofondo.
Non so ancora quando, a che ora per essere precisi, partirò domani. Quello che è certo è che tornerò, si spera con un altro esame in meno, entro il week end.
Il fatto è che mi devo ritagliare il tempo per studiare, perchè in realtà resterei ben volentieri a casa. Scriverei di più, ma la musica è finita. Buonanotte
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20

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Vent’anni tra milioni di persone, che intorno a te inventano l’inferno. Ti scopri a cantare una canzone, cercare nel tuo caos un punto fermo.
Vent’anni nè poeta nè studente, povero di realtà ricco di sogni, vent’anni e non sapere fare niente, nè per i tuoi nè per gli altrui bisogni, vent’anni e credi d’essere impotente.
Vent’anni e solitudine sorella, ti schiude nel suo chiostro silenzioso, il buio religioso di una cella, la malattia senile del riposo.
Vent’anni e solitudine nemica, ti vive addosso con il tuo maglione, ti schiaccia come un piede una formica, ti inghiotte come il cielo un aquilone, vent’anni e uscirne fuori è fatica.
Vent’anni e stanza ormai piena di fumo, di sonno di peccati e di virtù, lasciandoti alle spalle un altro uomo, dovresti finalmente uscire tu.
Vent’anni e il vecchio mondo ti coinvolge, nel suo infinito gioco di pazienza, se smusserai il tuo angolo che sporge, sarai incastrato senza resistenza, vent’anni prima prova di esperienza.
Vent’anni e ritagliare i confini, di un amore che rinnova l’esistenza, e ritrovarsi ai margini del nuovo, scontento della tua stessa partenza.
Vent’anni e una coscienza rattrappita, che vuole venir fuori e srotolarsi, come tendere un filo tra due dita, vedere quanto è lungo e misurarsi, vent’anni fare i conti con la vita.
Vent’anni e già vorresti averne trenta, esserti costruito già un passato, vent’anni e l’avvenire ti spaventa, come un processo in cui sei l’imputato.
Vent’anni strano punto a mezza strada, il senso dei tuoi giorni si nasconde, oltre quella collina mai scalata, di là dal mare e dietro le sue onde, vent’anni rabbia sete e acqua salata.

(http://it.youtube.com/watch?v=cOZopQ8g238)