Archivio mensile:giugno 2008

ending

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Sì, forse dovrei scrivere che sono pienamente soddisfatta dei miei esami, che non pensavo potesse andare tutto così bene, che ogni cosa è una meraviglia. E’ che sono molto stanca e allora non lo scrivo: magari domani.
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non è finita

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Questa è davvero una bella giornata. O lo è stata fino ad ora. Stamattina ho atteso tantissimo prima di poter fare finalmente quell’esame. Ed è andato alla grande. Poi un mio collega gentilissimo ha aspettato che finissi e mi ha perfino accompagnata a casa. Se il buongiorno si vede dal mattino! E questo pomeriggio abbiamo studiato un’oretta per l’esame di domani che è valsa quanto tutto un pomeriggio perchè da sola sicuramente non avrei fatto nulla (e in effetti non ho fatto nulla tutto il pomeriggio). E il bello è che mi sono pure divertita! Meglio di così..
Mi sento perfettamente carica, pronta a fare tutti gli esami che ho in programma (quasi quasi mi dispiace non averne considerati di più, ma direi che sei è un numero sufficiente!). Non sto guardando la partita dell’Italia, ma non riuscirei a seguirla.
Mi sento proprio bene, ho sonno e al pensiero che, dopo quello di domani, il prossimo esame di russo che mi attende è esattamente fra un anno, mi sento anche meglio. Corri tempo, vola, che sia già mezzogiorno di domani.

life is still sweet

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Finalmente domani darò il primo dei tanti esami che mi attendono (e che attendo, fatemelo dire). Impaziente, forse, perchè immagino sarà facile. Non posso dire lo stesso per l’altro di martedì, per il quale perderò la prima partita dell’Italia agli europei. Non mi piace il calcio, non molto, ma per mondiali ed europei riesco a trovargli un senso e divento anch’io tifosa..
Domani sarà una lunga giornata, non so quanto durerà. Io spero voli. E’ da settembre, o anche dall’anno scorso, l’ultimo di liceo, che il tempo vola. La scorsa estate è passata in un soffio e mi sono ritrovata direttamente all’università. Tutti i ricordi estivi che ho, e sono molti, sono come sospesi nel vuoto, in uno spazio senza tempo. E da settembre a oggi non c’è stato primo del mese che non abbia detto: "Di già?!". Eh già. E per quanto faticoso e pieno di studio, anche giugno volerà. Lo so: dopodomani sarà già settembre, il tempo non mi frega più. Il problema è che anche ieri era settembre.. Dov’è corso tutto il resto?

ma che bella giornata…

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Tutto ebbe inizio una fresca mattina di giugno. Una mattina qualsiasi, di quelle in cui apri gli occhi e c’è il sole, non aspetti la sveglia e ti senti.. bene.
Il giorno prima hai gustato un’ottima cena a casa, non sei uscita perché va bene svagare e divertirsi, ma tra due giorni ci sono gli esami e non si scherza più. Così, nel silenzio della casa accendi il pc, dormire neanche a parlarne, prendi il cellulare dopo un’intera serata di debita ignoranza e trovi diversi messaggi un po’ dappertutto. Bello essere cercati. E tra sorrisi, saluti veloci di passaggio, punti e virgole, c’è qualcosa che non va. È una serata importante, quella, che può cambiare un po’ di cose. Con la scusa trovi qualcuno collegato e parli, chiedi e spieghi. È già un inizio. Poi scopri pure delle strane coincidenze che fanno ridere, anche, ma non quella sera. Finché si fa davvero tardi ed è meglio andare a dormire, ma con la testa pesante e il fiato sospeso. Scrivi un  sms o no? Ma sì, prova. No, cancella, meglio non disturbare, chissà che fa, chissà se parlano, chissà cosa dicono. Chissà, magari sarai tu a ricevere un sms. Chissà quali novità scoprirai domani. E, in silenzio, dici buonanotte al mondo intero, sotto il tuo tetto pieno di stelle, pensando che quasi da ogni punto di vista il panorama è sempre bellissimo.
E arriva così la fresca mattina di giugno. In realtà non stai bene, perché hai sognato una cosa strana e sai benissimo che le notizie non smentiranno il tuo sospetto. Eppure quel sogno era così vero! In ogni caso, è ora di mettere ordine in casa, perché la cena era buonissima, la compagnia squisita e i piatti abbondanti. A lavoro.
Non passa neanche un’ora ed è già tempo di studiare. Studiare? Leggere, sottolineare, evidenziare, sognare. Anche Lermontov fa sognare. E succede l’imprevisto. Si toglie una vite dagli occhiali. P a n i c o. Ma non per la vite, è che devi studiare, non vuoi uscire, sei già abbastanza scombussolata.. Ok, non c’è verso di sistemarla: devi andare dall’ottico. E meno male! Ti fa aspettare un secondo, ti riporta gli occhiali con un bel sorriso soddisfatto e alla domanda: “Quanto le devo?”, risponde: “Una buona giornata!”. Non so come si fa a rendere una buona giornata in cambio di un paio di occhiali, però gliel’ho augurata di tutto cuore! Sono tornata subito a casa, ho studiato un bel po’ (e ora vado a continuare), finché sono arrivati mio fratello e mio cugino per un pranzo improvvisato con i resti di ieri. Niente male. E un bel clima familiare.
Ora sono agguerrita. E guai a chi mi ferma. Altro che esami!

nel mondo sublunare

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No, giornata poco produttiva, ma un motivo c’è. Stamattina ho letto dei poemetti di Puškin e mi sono detta stupida per non averlo fatto prima. Troppo belli. Così adesso ho poca voglia di dedicarmi a Lermontov o Gogol’, perchè dovrei archiviare tutto quello che ho fatto fino ad ora.
E poi mi preme prendere un discorso e capire, ma finchè non è passato anche martedì non ho il lusso di perdere tempo tra telefono e pc. Allora mi svuoto un po’ qui, per non dimenticare e per alleggerirmi un tantino.
Per ora mi sento un gazzettino, ho detto a qualcuno, perchè non faccio che raccontare e aggiornare e spiegare e non smetto mai di avere cose nuove da dire. E’ come se solo io avessi visto un certo film, io e nessun altro, però tutti adesso vogliono conoscerne la trama. E se solo io l’ho visto, solo io ne parlo, chi altri?
Bene, non lo troverete prossimamente nelle sale cinematografiche, non se ne faranno adattamenti teatrali nè versioni stampabili e leggibili, però per chi voglia farsene un’idea, io consiglio solo di leggere Il prigioniero del Caucaso di
Puškin, Gli zingari di Puškin o La fontana di Bachčisaraj
ovviamente di Puškin (non avete idea di quanto abbia scritto in vita sua).
No, non ho finito, aspettate. Premendo questo tasto il post si autodistruggerà:



Non ci posso credere, ci avete provato davvero!