Archivio mensile:maggio 2008

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Mi sono persa un pezzo: dov’è finita la primavera? Intendo dire il venticello fresco, gli uccellini che cinguettano e tutto il resto? Com’è possibile che sia già arrivata l’estate? Certo che dovendo studiare è un ottimo rimedio contro la voglia di uscire, però..
Scrivo solo un’altra cosa veloce, poi forse torno a studiare:
regalatemi un libro! =)

quando è troppo

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Ho appena terminato le due relazioni che domani mattina dovrò portare a stampare in copisteria e poi esporre ai miei colleghi a lezione. Un lavoraccio che ho fatto in pochissimi giorni. Ma adesso ho finito.
Mentre ero al computer, stamattina, ho iniziato a scrivere un’e-mail che ho inviato solo da poco. E solo da poco ho cominciato a vederci chiaro.
Sono stata davvero una stupida. L’ho capito adesso, ma avrei anche potuto non capirlo mai. E’ arrivato un grande amico, in questi giorni, che non potevo neppure sognare. Nulla togliendo alle mie speciali *ari* e *ste*, c’è un rapporto diverso.
Merito loro.

anche quando siamo neri

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In questi giorni ogni minuto è prezioso e stare al pc è un’enorme pedita di tempo, ma non posso sempre rimandare e poi dimenticare quello che c’è da dire (vedasi il promemoria sotto).
Ecco a cosa è dedicato per ora il mio tempo prezioso, alle Anime morte di Gogol’.

Tutto, da loro, era grezzo, rigido, goffo, sconnesso, mal congegnato, non bello: in testa avevano uno scompiglio, una confusione, un disordine, un’accoglienza di pensieri; in una parola, si rivelava in pieno l’inconsistente natura maschile, questa natura grezza, pesante, incapace di attaccamento alla casa e alle proprie intime convinzioni, diffidente, pigra, piena di dubbi continui e di eterni timori.

Per ogni uomo esistono discorsi che gli sono più vicini e più congeniali di qualsiasi altro. E spesso, inaspettatamente, in qualche remoto angolino dimenticato, selvaggio e solitario, ti capita di incontrare un uomo la cui calda conversazione ti fa dimenticare le strade impraticabili, gli inospitali ricoveri notturni e il mondo contemporaneo, pieno di gente stupida e di inganni che irretiscono l’umanità. In modo indelebile ti si incide nella fedele memoria il ricordo di quella sera e di tutto ciò che è accaduto, il ricordo di coloro che erano presenti, del posto che ognuno occupava e di che cosa aveva in mano, le pareti, ogni angolo e ogni inezia.

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Quattro anni che non mi sentivo così. Dico quattro. Ne avevo quindici, ora ne ho diciannove. Il copione è sempre lo stesso, quasi, ma è cambiato un po’ tutto. E’ l’aria di novità che cambia il modo di vedere le cose.
Non è brutto dire che mi sono liberata di una grossa zavorra: è la cosa più bella del mondo. Anche se deve passare del tempo per vedere se è vero, perchè non è la prima volta che lo dico e ci credo..