Archivio mensile:settembre 2007

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Ogni anno che passa, insieme allo stupore,

mi rendo conto che si cresce davvero.
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non c'è un titolo

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Pochi giorni fa ho fatto un po’ di ordine in camera. Chiamiamolo pure un tuffo nel passato, triplosaltomortale e arrivo in piedi (con applauso finale). Dovevo cercare dei quadernetti fitti fitti di deliri e con la scusa sistemare delle cose e cominciare le nominations per ciò che mi porterò dietro fin nella nuova stanza già arredata/da arredare.
Così ho iniziato ad aprire scatole, scatoline, scatolineineine, sacchetti, bustine, e ci ho trovato dentro fogli ripiegati su se stessi che più non si può (ve lo assicuro, ci ho provato), braccialetti, tappi (tappi, tappi), cd, foto, passaporti, ricordi vari di persone varie (splendidi ricordi di splendidi amici), monetine di paesi far far away, gli unici peluches che non includono la funzione di catturapolvere e kilometri e kilometri di parole su distese di ettari di pagine che un tempo erano state bianche bianchissime.
Ebbene, due cose in quella camera hanno valore: l’anta del mio armadio (che corrisponde a una porta verso una dimensione spazio-temporale più o meno parallela) e una scatola fucsia che contiene le cose a cui tengo di più. Mancavano comunque i quadernetti, e, per quanto abbia messo a soqquadro l’intero armadio, tuttora ho l’illusione di sapere dove siano, ma in realtà si sono dissolti, spariti, divorati dalla porta spazio-temporale, forse.
Nel riposare tutto ho preso una cara, vecchia agenda. Ho letto solo l’ultima cosa scritta che risale più o meno a due anni fa, in un periodo simile a questo. E l’unica cosa che mi sono detta è che mi dispiace, sì, per come si sia ridotta quella che non riesco a chiamare una storia, ma anche il solo ripensarci un po’ mi soffoca. Non vorrei fosse così com’è adesso, però non vedo alternative. E’ che quando avevo la segnaletica non volevo seguirla, adesso invece mi farebbe anche comodo.

work in progress

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Ecco fatto pure il test. Per due ore mi è sembrato di giocare a chi vuol esser milionario, senza però aiuti da casa, cinquanta e cinquanta e pubblico. Nemmeno soldi in palio, a dire il vero, solo un posto all’università. Mica male.
La cosiddetta vita cittadina che era alle porte da tempo si è avviata bene, anche troppo. Domani pennelli in mano per rinfrescare un po’ la casa, poi ancora vacanza e mare finchè si può.
Incrociamo le dita.