Archivio mensile:giugno 2007

punto

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Quando si dice che ci sono quaranta gradi all’ombra ed è vero, non è il massimo. E non è il massimo nemmeno quando la terza prova è proprio tra mezzogiorno e le due, con quaranta gradi all’ombra. Ma anche questa è andata e non se ne parli più. Ora resta una sola settimana di caldo, certo, di studio, ovvio, di non ne posso più. Voglio andare a mare.

chissà se stai dormendo

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Non capitava da un po’ di scrivere due post nello stesso giorno ma è tanto tempo ormai che sto a pensare un sacco di cose e prima o poi le dovevo mettere da qualche parte..
Sono ben cosciente che questa è l’ultima serata tranquilla prima dell’ultima prova, perchè da domani ricomincio ad avere mille cose per la testa per il troppo studio controvoglia. Credo di aver capito cos’è che non va. Di solito gli altri anni questo era il periodo dell’introspezione, della notte, dell’inchiostro. Finita la scuola, andavo tardi a dormire, scrivevo, leggevo, uscivo e oziavo. Quest’anno non mi sono ancora fermata seriamente, ed è questo quello che mi manca. Tutto veloce e frenetico e alla fine si risolve in nulla. Stress accumulato da giorni e giorni per niente. Per fortuna finirò prima degli altri, sicuramente non avrei sopportato di dover aspettare anche solo un giorno di più.
Già non vedo l’ora di finire ma dovrò aspettare un po’. E non mi consola sentirmi dire che sto inaugurando le mie prossime estati di studio, anche se l’idea non è così terribile come sembra.
Qualcuno mi ha detto di svuotarmi in riferimento a una persona. In realtà sono due, in qualche modo sempre legate dal destino, quelle con cui dovrei parlare. E lo so che leggendo capiranno, ma ormai ho tolto ogni inibizione a questo blog e non m’importa più di tanto.
Se è vero che la notte porta consiglio, domani avrò le idee molto chiare, forse. Ma so già che non muoverò un dito, come ho fatto fino ad ora.
E non so il perchè.

anche questa è andata

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Ma oggi è già estate!
Anche la giovane prof ha detto che Seneca è un gran bastardo (testuali parole) per i troppi doppi sensi. Ma la versione era davvero fattibile e l’abbiamo fatta senza troppi problemi. Lunedì l’ultimo stress scritto e poi in pochi giorni è tutto finito. Aria.
Non ho idea di cosa sarà dopo.

fuori uno

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Facciamo commenti a tiepido. Che io abbia una fotuna sfacciata nei sorteggi è ormai risaputo. Inutile quindi dire che ovviamente è stata estratta la N e sarò io a inaugurare gli orali sabato prossimo. Tutto sommato non è male, ma un paio di giorni in più mi avrebbero fatto comodo, visto che ora invece passerò una bellissima settimana a studiare-mangiare-dormire e poche interruzioni. Ma va be’, il primo luglio sono a mare (alla faccia di chi avrà esami il giorno dopo). I commissari? Abbiamo avuto un’altra fortuna nell’essere abbinati ad una classe di Sciacca, in provincia, e quindi la commissione è costretta a dividersi tra noi e loro. Così i membri interni sono in maggioranza e alla fine non cambia molto.
Dopo attese snervanti per più di un’ora e mezza, dopo il colpo del sorteggio, finalmente ecco le tracce. Il canto di Dante è uno dei pochi che abbiamo fatto quest’anno, ma non mi piace l’analisi del testo. I temi neanche a parlarne: storia e attualità, ma chi me lo fa fare? Quindi saggio breve, come so da quando ho scritto un saggio per la prima volta. I luoghi dell’anima, artistico-letterario. Lo posterei anche, ma non ho neppure la brutta copia.
Soddisfatta, carica, sempre stufa di studiare (oggi pausa, eh) e quasi proiettata all’estate. In fondo manca poco, manca pochissimo. Ultimi giorni di full immersion sui libri e poi.. fatemelo dire, poi BASTA, vacanza, fine, ufficialmente disoccupata e alla ricerca di un futuro universitario. Ah, il sapore della libertà.

zZzZzZ

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Sono solo un tantino stanca. Giusto un po’. Di certo non è normale se mia sorella mi dice "io penso che.." e la fermo bandendo qualunque cosa possa riportarmi alla filosofia. Pausa, vi prego, niente Kant e soprattutto Hegel.
Oggi a casa di *ari* rischiavamo di fare Notte prima degli esami 3. Un dramma da morire dal ridere.. Bisogna essere cauti, poi non più.
L’unica cosa positiva è stare con le mie amiche. Uniche.