Archivio mensile:marzo 2007

╗╝╗╝╗╝╗╝╗╝╗╝╗╝╗╝╗╝╗╝╗╝╗╝╗╝╗╝╗╝╗╝╗╝

Standard
Ricominciamo la staffetta delle interrogazioni, da domani. Prima che sia Pasqua devo averne messe da parte almeno due. Dopo le vacanze altre due. Poi si parte e dopo il resto.
Manca poco a tante cose, ogni giorno che passa è uno in meno di fatica, è uno in meno per faticare. Ogni giorno mi allontana da ieri e mi avvicina a domani. Ma a me sembra sempre più vicno ieri che domani. Ogni giorno sono mille impressioni che mi dico: domani è un altro giorno.
Tutta questa luce mi fa stare bene, la primavera è arrivata nel momento più opportuno. Vorrei il sole per due settimane intere, grazie.
Chi parte, chi torna, chi resta, tutto è sempre uguale.

cotone

Standard
E oggi stanca del fantastico, l’arte, capriccio, protesta o ispirazione individuale erra a caso senza funzione, senza  missione, senza sacerdozio. E’ una bolla di sapone che sale, discende, gira per l’aria e riflette a vicenda, nella sua corsa, la rupe, la valle, il lago azzurro e il mare in tempesta. E’ uno specchio rotto che riflette l’universo a frammenti, senza poterlo abbracciare nel suo insieme.

Mazzini parlava di me.
L’altro giorno ho rotto in un sano pianto di sconforto, tristezza, amarezza, delusione, gioia.

Avevo due braccialetti di cotone, uno verde e uno beige. Non ne metto mai senza motivo.
Ho fatto il nodo a quello verde in viaggio per Roma ed è stato poi subito accompagnato, nell’altro polso, da quello di tanti colori, uguale per tutti.
Quello beige proprio non lo so. Lo avevo allacciato forse lo scorso aprile, sicuramente con un significato, ma non l’ho mai ricordato.
Il verde c’è ancora, quello di tanti colori anche. Il beige
mi si è sfilacciato, all’improvviso, in un momento particolare. E forse allora l’ho capito perchè lo avevo messo.

da qualche parte

Standard
Come tradizione, giornata F.A.I., di quelle che di solito è già primavera, quest’anno un po’ meno. A dire il vero fa più freddo che mai.
Ho ancora una volta scoperto cose di questa città che proprio non potevo conoscere e di sicuro non c’è nessuno che le ricordi. Una vecchina mi ha detto che prima si parlava in siciliano. Io ho pensato: ti sembro scema? Lo so benissimo che prima si parlava in siciliano! Poi mi sono resa conto che forse quella vecchina che non parlava in italiano nella sua vita deve averne viste di cose strane, da quando lei era giovane e si parlava in siciliano a ora che si parla al cellulare.