Archivio mensile:ottobre 2006

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Ho trovato un messaggio di poco più di un anno fa. Non ricordavo un messaggio del genere, anche perchè, ora ricordo, quello era un periodo davvero strano. Mi interessava molto di me, poco del resto. Di nuovo presa dalla scuola, orgogliosa e malinconica, triste e felice.
E adesso, un anno dopo, come sono? Di nuovo presa dalla scuola, orgogliosa e un po’ meno malinconica, felice..
C’è un anno in mezzo a questi due momenti e fa tanto ma non più di tanto. So cosa sarà di me, non in che modo, guardo bene al mio passato senza più anelare all’impossibile. So cosa voglio.
Scavo nei ricordi senza troppa prudenza, rido di me e vorrei anche modificare qualcosa. Ma no, poi mi dico no, meglio lascire tutto com’è stato, il bello deve ancora venire.
Non mi vedo più intrappolata in un circolo vizioso, prigioniera di un labirinto senza uscita. E’ che ho dovuto rifare la stessa strada per trovarla, l’uscita, perchè non la vedevo ma c’era. E anche bella illuminata.
Mi vengono in mente pagine e pagine d’inchiostro, giorni, date nomi e soprannomi. Ho fatto più annales io che Tacito.
Mi fanno sorridere certe coincidenze, certe cose che lasciavano sognare per giorni e giorni finchè volevo e poi di nuovo.
Mi sento dire "ma guarda che hai solo diciassette anni!". Pazienza, a cinquanta avrò la saggezza di una novantenne.
E non sono mai sicura di quello che dico.
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yes, fresh is better

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Non è possibile. Mentre l’altro giorno mi balena in mente un’idea per la mappa, una singola parola, per adesso non riesco a studiare. Mi siedo, apro il libro, legg.. lo chiudo. Non ce la faccio. E siamo pressatissimi ogni giorno, ore e ore di interrogazioni e stress da compiti in classe. Non andrà meglio col tempo, tanto per non farsi illusioni. Mi capita, ogni tanto, il periodo no-studio: ma non proprio adesso! Non m’importa come andrà o come deve andare, ma come va ora. E non va male, ma non mi piace.

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Oggi niente scuola, così, senza motivo. Vado a fare un prelievo per delle analisi del sangue, arrivo con l’idea di entrare a seconda ora e trovo tutti fuori. Tutti ma non tutti. Tutti i miei compagni, e basta. Incredibile. Era tardi e non potevo oppormi, era tardi e non avevo poi così tanta voglia di entrare. Tutti al bar, allora. Ce ne siamo andati a ridere, chè ne avevamo bisogno. E domani..
Tanto per cambiare, solita carenza di ferro. Adesso pare che abbia una certa sindrome di Gilbert, che ce l’hai o non ce l’hai cambia solo il valore della bilirubina e del ferro nel sangue. Bene, che non mi si dica che non mangio la carne, perchè non è questo. Così si spiega il malditesta, la stanchezza, l’improvvisa apatia (chiamiamola così, passi) e tutto il resto. Ora basta, però, perchè c’è tanto da fare, e altro ancora, e non ti puoi fermare per così poco.
Ottobre sta finendo ed è ricominciata l’estate, poi arriva l’inverno (e di nuovo l’estate), poi la primavera e poi di nuovo l’estate. E non ho intenzione di restare qui ad aspettarla.

sole. sola

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fioreMi sono messa a studiare in balcone, per terra. C’è molto caldo, oggi e non stavo così a rosolare sotto il sole da più di un mese. Che poi, davvero, è passato solo poco più di un mese. E non so se sembra di più o di meno. Di meno, credo.
Scatto foto. Scarto foto.
Arrivano odori di cucina, di fiori, di bucato, di mare.

Quanti anni hai?
Diciassette.
Ah, pensavo di più.
Sì, pensavo anch’io.